Giuseppe Ambrosini ,Ph.D;
D.N.Sc.D.Psc.; D.D.;D.End.; D.B.; D.Sc., naturalista antropologo,
criminologo, biofisico è nato a Varese; ha conseguito lauree,
dottorati e Ph.D. in Italia, U.S.A., Asia, Europa ed America del
sud.E' Member dell'American Society for Photobiology e della American
Academy for Sciences of New York e di comunità scientifiche di
varie parti del mondo dove ha viaggiato per studi e ricerche.Ha
pubblicato una decina di libri illustrati con sue fotografie.
Importanti
dal punto di vista scientifico sono circa le 10'000 foto realizzate
nei suoi studi sul bioplasma.Specializzato su micro-macrofotografie e
fotografia antropologica e criminalistica.In 40 anni di militanza come
criminologo ha effettuato migliaia di scatti come documentazioni delle
sue perizie e consulenze.
A Hessdalen, un borgo di 200 abitanti a sud-est di Trondheim, i globi luminosi e colorati fanno evoluzioni, si bloccano, rimangono immobili, ripartono: come successe appunto a Cuasso al Monte il 13 dicembre 1983, quando il professor Giuseppe Ambrosini, perito di tribunale ed esperto in fotografia scientifica, li fissò sulla pellicola. Le foto furono poi convalidate dal professor Corrado Malanga dell'Università di Pisa e da un astrofisico del Consiglio nazionale delle ricerche che - pur prendendo le distanze dagli Ufo - dichiarò che quelle immagini rappresentano "senza dubbio eventi reali, certamente simili ad alcuni aspetti del fenomeno di Hessdalen".
Le foto scattate dal varesino professor Ambrosini fecero seguito agli avvistamenti registrati alla fine degli anni Settanta a Cuasso al Monte, in particolare a una foto scattata il 2 ottobre del '77 - quando fu ripreso un Ufo a forma triangolare sul Ceresio - e a un avvistamento del 13 ottobre successivo, quando infermieri e degenti del locale ospedale assistettero alle evoluzioni di cinque Ufo e diedero l'allarme ai carabinieri.
Degli Ufo di Cuasso e della Valceresio, dunque, si parlerà stasera (la conferenza è a ingresso libero) alle Grotte di Valganna. Relatore sarà il dottor Carlo Sabadin, esponente dei gruppi di ricerca "Fondazione Sentinel" e "Stargate Group". Introdurrà l’incontro l'ingegnere varesino Eugenio Ballini, vicepresidente dell'Associazione ricerche ufologiche e paranormali (Arup).
Nel corso della serata si parlerà anche del progetto di costituire una Fondazione Ufo avente lo scopo di organizzare spedizioni scientifiche nei luoghi in cui sono state registrate fenomenologie simili a quelle verificatesi nella località norvegese, a cominciare, naturalmente, da Cuasso al Monte.
L'iniziativa è parallela a quel "Progetto Hessdalen" nato nel 1984 per volontà dell'ingegnere elettronico Erling Strand che dimostrò la concreta realtà delle apparizioni di "oggetti volanti non identificati" nella vallata norvegese. A seguito di un convegno internazionale, svoltosi nel 1994 a Hessdalen, furono poi avviati svariati progetti di ricerca cui partecipano anche esponenti del
Consiglio nazionale delle ricerche italiano (Cnr).
Le foto che il 13 dicembre 1983 hanno fissato le evoluzioni degli Ufo a Cuasso al Monte e che faranno bella mostra di sé questa sera alle Grotte di Valganna, sono state analizzate con un apposito programma di elaborazione di immagini digitalizzate dal professor Corrado Malanga, docente di chimica organica all'Università di Pisa e già consulente scientifico del Centro ufologico nazionale.
Ecco alcuni passi della sua relazione: "Si tratta di luci pure, non ci sono trucchi possibili perché dietro non c'è niente. Sono luci che si muovono con velocità variabile, addirittura facendo dei "loop", quella specie di manovra a nodo degli aerei. E se fanno dei nodi è chiaro che dietro non c'è nessuno che le muove, perché non è possibile incastrarsi con se stessi. Se la luce è
autosospesa, autosostentata, può fare quello che vuole: andare avanti, tornare indietro e anche incrociarsi con la sua stessa rotta, aggrovigliarsi.
Esaminando i momenti colorati espressi dalle luci in movimento si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte al fenomeno di natura relativistica denominato "red shift". Escludo quindi che quello che appare sui fotogrammi sia un fenomeno naturale conosciuto. Questo comportamento va messo in relazione a molti movimenti degli Ufo che, secondo noi, hanno un moto simile a quello degli elettroni: un moto quantizzato. Potrebbero esserci salti quantici. Se fosse veramente così non è detto che la luce pulsante si accenda e si spenga: potrebbe comparire e scomparire. Si tratta comunque di un corpo luminoso che si muove di moto proprio, relazionato con delle emissioni di energia nel visibile".
Le circostanze in cui le diapositive furono riprese (una medium aveva avvertito la presenza degli Ufo nel cielo di Cuasso al Monte) non hanno mancato comunque di sconcertare Renzo Cabassi, capo dello staff di tecnici italiani che a più riprese si sono recati in Norvegia per registrare quei fenomeni: "Ovviamente - dichiara il ricercatore - sono perplesso, ma se non si dice nulla, quelle cose continueranno ad esistere. Ritengo quindi che si debba prendere visione dell'intera saga, per esprimere un'opinione valida".
Nel suo libro la “Nuova
Pranoterapia” ed. (Tecniche terapeutiche), il Dr. Luigi Lapi, medico
chirurgo con varie specializzazioni, considerato come uno fra i massimi
studiosi delle applicazioni di pranoterapia, da pagina 61 del suo libro,
scrive: “Il Prof. Giuseppe Ambrosini chiama bioplasma il fluido
pranoterapico ed ovviamente attribuisce la qualifica di bioplasmologi a
coloro che di questa energia fanno uso. “Fino da studente –così
egli dichiara nel suo libro Bioplasma Storia di una Ricerca; Ed. New
Press, Como –si è appassionato allo studio delle energie dell’uomo,
partendo dalla biologia, dall’esame delle cellule e delle loro
modificazioni, per passare poi al mondo vegetale, a quello animale e
infine all’uomo.
.
Uno sguardo alle bellissime
fotografie di cui è corredato il volume ci danno un’impressione assai
suggestiva di quanto con l’Elettrovisore sia possibile fare. In
particolare è interessante notare come le auree di due persone in
sintonia affettiva si attraggono, il che potrebbe essere la chiave di
volta per capire come mai i malati che “credono” hanno di solito un
beneficio maggiore di quelli che “non credono” (forse non sono in
sintonia). Con l’esame EDSB Ambrosini ha esaminato alcuni
pranoterapeuti sott’accusa, dimostrando all’autorità inquirente che
non si trattava di fanfaroni, ma di veri pranoterapeuti dotati di una
considerevole quantità e qualità di bioplasma, il che è stato
sufficiente per farli assolvere da ogni imputazione, e vi par poco?”.