Un grande maestro dei nostri giorni

  Quando Lia Azzoni, riceve il critico nella sua casa, piena di ricordi e di tutte quelle piccole e grandi cose che riassumono una vita intensa piena di arte e di amore, è difficile pensare che dietro quella figura di donna gentile e rapinata, si celi una grande artista, una pittrice, che senza alcuna riserva possiamo annoverare fra le più genuina maestre del nostro tormentato 900.

Pacata, quasi timorosa nel mostrare le sue recenti pitture, con quel riserbo prettamente femmineo, Lia Azzoni, gradualmente c'introduce in quel suo studio, dove si concretizzano le sue opere più belle.Ovviamente a questo punto non si può più parlare di tecnica o di tavolozza. I suoi colori solari ci abbagliano nella loro coralità magistrale ed ogni forma, ogni conformazione, ogni strutturalità architettonica si presenta come una meditazione, che staccandosi d'ogni accademismo , trova un suo linguaggio espressivo.Basta osservare quel suo superbo nudo: " La calza rossa ", per rendersi conto di quanta carica psicologica Lia Azzoni ha riversato fra quelle forme anatomiche, fra quell’impianto architettonico saturo di poesia e di misticismo.La giovane, con tutta la sua prorompente bellezza e vitalità, e quel pizzico di malizia, pare riassumere tutte quelle eteree letterarietà delle "Dea Mater "; un femminismo che va che immutabile ogni barriera del tempo dello spazio.La stessa preziosità che rileviamo nei nudi di Lia Azzoni emerge nei suoi ritratti, nelle sue nature morte, nei suoi splendidi fiori.

È importante rilevare, che qualsiasi opera che reca la firma di questa sensibilissima artista, pur mantenendo un impianto prettamente figurativo, travalica la realtà oggettiva, per tramutarsi in una interpretazione soggettiva, dove la poesia domina sovrana, in un mutarsi continuo di espressioni, di riverberazioni, di armonie cromatiche che toccano punte di lirismo lacerante, dovute ad una sensibilità squisita che nasce non da un maturato mestiere, ma da una interpretazione acuta della realtà. L'animo inquisitore di questa donna, con un acume condito ad una forte analisi psicologica, si attarda sulla essenza delle cose e delle figure, evidenziandone quelle caratterizzazioni che trasportate sulla tela si trasformano in vive e palpitanti espressioni d'arte.Un esempio importante ci viene dato dal quadro: " la lettera nascosta " o da " respiri d'estate " o ancora dai suoi ritratti di anziane signore bloccate nella loro serena ed estetica compostezza, opporre, ancora nei suoi freschi acquerelli o disegni.

 

Di Lia Azzoni, ricordo quadri di qualche decina di anni fa, quando ad ogni mostra, in periodi che dominava la più grande leggerezza artistica, ed ogni parto sballato della fantasia veniva interpretato con un'opera d'arte, suscitavano rispetto ed ammirazione.Non è cambiata,l’Azzoni, da vera protagonista, non si è lasciata trascinare dalla facile sperimentazione, ma coerente con il suo credo, ci ripropone con un'immutata fede, la sua arte: il suo splendido modo di interpretare la vita.

 

Giuseppe Ambrosini


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