Caro Vittore, una serie di ragioni mi hanno indotto ad evitare di scrivere " presentazioni " a mostre anche se molte volte l'avrei fatto volentieri.Ma io credo che tali presentazioni servano solo come " testimonianze " e niente di più, in questo senso sono lieto di testimoniare per te in occasione di questa tua mostra. Inoltre io non saprei, ne vorrei imbarcarmi, nei tanti discorsi giustificativi e generici che si sogliono leggere e di cui il pubblico, ha ragione, si interessa poco.Io ho visto, da alcuni anni ormai, le tue ricerche, e anche i tuoi tentennamenti, il loro svolgersi all'interno della cosiddetta " aura informale ", ma con una ben chiara, tua, particolare intenzione.

Spesso sei riuscito a toccare qualche cosa di vero e di autentico, e questo ultimo tuo gruppo di dipinti mi pare già una piccola vendemmia.Le idee, la visione, si rispondono da quadro a quadro e creano un'atmosfera sentita, riflesso evidente di una esperienza visiva ed umana.Il contrasto tra la forma circolare dell'oblò e lo spazio del cielo è convincente, e c'è, mi pare, in queste tue esperienze, qualcosa di più che un taglio visuale, impressionistico, ma una partecipazione.

Sono certo che il pubblico se ne accorgerà e che riconoscerà per quel che ti è dovuto. E questo io ti auguro sinceramente, tuo.

Renato Guttuso

Catalogo mostra “Permanente”,Milano 1966

 

La pittura di Vittore Frattini, articolata su varie tecniche, si mantiene fedele alle prime scoperte dell'artista. Solidamente architettata sfiorata, nei paesaggi, da una luce di fulmine, svela una robusta passione della materia e arriva alle emozioni geologiche sironiane, pur conservando il legame con un mondo sentimentale di non completa figuratività, ma indenne dai ripieghi astrattistici. Così l'atmosfera dei suoi quadri coinvolge senza reticenza anche i nostalgici della " natura ".

I risultati di Frattini, che sembrano consentire divagazioni esistenziali risultano, per chi bene li consideri come la trasposizione pittorica di sensazioni plastiche, di ben rilevate percezione della materia, organizzata secondo un disegno in 

fondo umanistico e denso di significato. Non è tuttavia una sigla, un sistema costruito, ma bensì un estro controllato e disciplinato da una solida cultura e da un senso quasi classico della forma.

 

Piero Chiara

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