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Pochi mesi fa, venne nel mio studio Mariano Pieroni con una fascio di tele sottobraccio.  Si apprestava ad allestire la sua prima personale e, oltre al giudizio del maestro Leo Spaventa Filippi, desiderava il mio. Man mano che i quadri sfilavano sotto i miei occhi, mi resi immediatamente conto che mi trovavo ad analizzare un giovane di vaste possibilità ed indubbio ingegno.

Autunno in Marchirolo

 

Le sue pennellate i suoi colori creavano sulla tela, immagini dense di poetica ironia. Pieroni con una interpretazione tutta personale della vita, ci provocava, voleva sondare le reazioni dell'osservatore, creargli un conflitto interiore: mostrarci la vita sotto la deformazione non morbida, ma reale. Credetti nella sua arte. Prima ancora che le reazioni del pubblico e della critica si facessero sentire, presentai Pieroni ai lettori internazionali, attraverso una critica sulla rivista in cui scrivo.Quella prima personale fu un successo.Altri ne seguirono e il più tangibile è il premio di questa nuova personale.

 

La Folla - olio 1969
Collezione Meroni

 

Pieroni non espone in queste sale, perché le affittò, ma su invito.Un invito che gli giunge come omaggio di incoraggiamento: un premio ad un'artista che trovata una strada espressiva la percorre, senza indugi e tentennamenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura olio 1969

 

La potente carica emotiva che Pieroni riesce ad imprimere nelle sue tele, segue una tematica trascinante, e staccandosi da qualsiasi scuola, ci porta a spaziare fra culture passate e forse future.Una pittura di indubbio valore.

Giuseppe Ambrosini 1971

 

 

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