|
Da
il “Pungolo verde” – 1969
…..
I quadri di
Tardonato, siano essi figure, oppure scorci di paesaggio, entrano
nella materia sviscerandola in una sintesi analitica di alto valore
umano. Franco Tardonato,
parla agli uomini con un suo linguaggio a volte polemico, a volte
crudele, denunciando le storture della società, partendo dalla genesi
della vita e scendendo gradualmente fino all’abbruttimento, alla
perversione. Questa
denuncia, crudele, ma esaltante la troviamo nella “sbronza”, dove
l’anima della donna è messa a nudo, scrutata, vivisezionata e dove
la carne si stacca dallo staticismo per sgretolarsi davanti a noi, con
tutti i valori dell’umanità e della dignità umana.
Ella, la donna, è davanti a noi; il suo viso ci appare
atrocemente deformato dai fumi dell’alcool, la posa del suo corpo
potrebbe trasformarsi in un irriverente offerta, sotto l’abito
discinto, i palpiti del sesso, traspaiono dalla tela, con
un’impronta d’indicibile sensualità, ma il volto e
l’irrigidimento dei muscoli bloccano.
E’ la fine. La
decadenza. Lo sfacelo. Di
lei, la donna, non è rimasto più nulla.
Subentra lo schifo. Franco
tardonato, con quest’opera ha creato un accusa spaventosa verso la
società dell’emancipazione e dell’automatismo, distruttrice dei
valori umani…Giuseppe Ambrosini.
…..“ Un
disegno sciolto, libero, un appunto acuto e preciso pur nella rapidità
delle annotazioni. Un
disegno che suscita un sentimento di tenerezza e di armonia che per la
sua semplicità riconforta in un momento come l’attuale
nel quale dominano lo smarrimento e la falsa complessità.
Renato
Guttuso – dal catalogo della mostra di Piacenza – 1974
Antologia
Critica:
Fra gli altri hanno scritto:
M.Fagnani, Nino Miglierina, G. De Turris, Rocco Fantini, Jole Simeoni,
Loris Lenzi, Licinio Boarini, Luciano Cappelletti, Giuseppe Nobili,
Piero Chiara, Fabrizia Buzio Negri, Barbara Solinas, Federico Masedu,
Luigi Piatti, Erika la Rosa.
.
|