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Franco Tardonato è nato a Varese il 27 luglio 1938.  Gli sono state assegnate: la medaglia d’oro della Presidenza della Camera dei Deputati  - medaglie d’oro per il disegno e la grafica alla V, VI e VII mostra nazionale di grafica Italia bianco e nero, Arezzo – e molti altri.  Sue opere figurano alla Galleria Nazionale di Grafica di Napoli, nelle Pinacoteche di  Bruxelles, Zurigo, Lugano, Belfort, U.S.A. e Saint Moritz, presso la provincia di Milano, Bergamo, Legnano e Campobasso.  Muore a Varese nel 1984.

 

Da il “Pungolo verde” – 1969

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I quadri di Tardonato, siano essi figure, oppure scorci di paesaggio, entrano nella materia sviscerandola in una sintesi analitica di alto valore umano.  Franco Tardonato, parla agli uomini con un suo linguaggio a volte polemico, a volte crudele, denunciando le storture della società, partendo dalla genesi della vita e scendendo gradualmente fino all’abbruttimento, alla perversione.  Questa denuncia, crudele, ma esaltante la troviamo nella “sbronza”, dove l’anima della donna è messa a nudo, scrutata, vivisezionata e dove la carne si stacca dallo staticismo per sgretolarsi davanti a noi, con tutti i valori dell’umanità e della dignità umana.  Ella, la donna, è davanti a noi; il suo viso ci appare atrocemente deformato dai fumi dell’alcool, la posa del suo corpo potrebbe trasformarsi in un irriverente offerta, sotto l’abito discinto, i palpiti del sesso, traspaiono dalla tela, con un’impronta d’indicibile sensualità, ma il volto e l’irrigidimento dei muscoli bloccano.  E’ la fine.  La decadenza. Lo sfacelo.  Di lei, la donna, non è rimasto più nulla.  Subentra lo schifo.  Franco tardonato, con quest’opera ha creato un accusa spaventosa verso la società dell’emancipazione e dell’automatismo, distruttrice dei valori umani…Giuseppe Ambrosini. 

…..“ Un disegno sciolto, libero, un appunto acuto e preciso pur nella rapidità delle annotazioni.  Un disegno che suscita un sentimento di tenerezza e di armonia che per la sua semplicità riconforta in un momento come l’attuale   nel quale dominano lo smarrimento e la falsa complessità.

Renato Guttuso – dal catalogo della mostra di Piacenza – 1974

Antologia Critica:

Fra gli altri hanno scritto:  M.Fagnani, Nino Miglierina, G. De Turris, Rocco Fantini, Jole Simeoni, Loris Lenzi, Licinio Boarini, Luciano Cappelletti, Giuseppe Nobili, Piero Chiara, Fabrizia Buzio Negri, Barbara Solinas, Federico Masedu, Luigi Piatti, Erika la Rosa.

 

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